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“Aristotele diceva che le mani sono una diramazione del cervello. Pensate che al nostro cervello bastano 300 millisecondi per capire se l’espressione di una persona è coerente con il suo stato d’animo”.Se noi osserviamo un bambino, notiamo che l’apprendimento infantile è sincretico, nel senso che il bambino impara attraverso una sorta di “immersione” in un bagno sensoriale dove i gesti, le posture, le emozioni sono determinanti per l’apprendimento. Quasi nulla passa attraverso il ragionamento o la riflessione. Il linguaggio, dunque, non è qualcosa che acquisiamo mediante un meccanismo automatico o per pura e semplice ripetizione. Nei neonati possiamo osservare quella che viene chiamata una “sincronia interattiva”, ossia dei micromovimenti del corpo che vengono “attivati” dalla voce umana. E’ una specie di danza che non risponde a suoni di altro genere. Anche colui che parla accompagna il linguaggio con dei micromovimenti : la mimica del viso, la gestualità, le emozioni che rendono le sue verbalizzazioni “calde”, ricche di significato e che motivano l’ascoltatore a partecipare alla suddetta”danza”. Per questo è importante non lasciare per troppo tempo i bambini davanti al computer o alla televisione: i bambini devono toccare, manipolare, sperimentare attraverso i sensi. L’interiorizzazione per loro avviene attraverso questo tipo di esperienza, mentre computer e televisione forniscono degli input e delle informazioni ma non favoriscono la capacità di pensare in maniera autonoma.
E’ interessante, anche perché le funzioni motorie vengono spesso relegate a un piano inferiore rispetto alle più elevate attività cognitive (la ragione, il pensiero). In generale, quasi in tutte le culture il corpo è stato visto come qualcosa di inferiore, spesso di sporco, mentre noi impariamo a comunicare principalmente attraverso di esso.
Tratto dal Corso “Il Linguaggio del Corpo”
surya –