Questo è di certo l’argomento più interessante da approfondire sia per via della sua vasta gamma di sintomi sia in relazione alla sua diffusione che ormai interessa anche giovanissimi spesso individui in età pediatrica.
Viene da domandarsi: come mai nonostante la vasta gamma di presidi farmacologici questa patologia non guarisce e continua a recidivare nella maggior parte della popolazione mondiale?
Sono realmente corretti i protocolli impiegati per la sua risoluzione?
Il GERD (malattia da reflusso gastroesofageo) che a sua volta da origine alla meno conosciuta LPR (malattia da reflusso laringo faringeo) è una disfunzione che ha origine all’interno dello stomaco.
Ancora oggi esiste molta incertezza sulla sua origine, anche se si conoscono molto bene i meccanismi che sottendono questa disfunzione.
A mio parere bisognerebbe affrontare questa problematica con le dovute cautele poiché un’errata comprensione del funzionamento degli organi interessati potrebbe condurre ad una mancata guarigione oltre che ad un successivo aggravamento dei sintomi che se non trattati darebbero origine a danni spesso irreversibili.
Iniziamo a descrivere i processi che sono implicati in questa affezione e come mai le terapie ad oggi adottate risolvono solo in parte il problema e comunque in modo temporaneo.
La vecchia e moderna letteratura medica indica questo disturbo come una conseguenza causata da un’abbondante secrezione di hcl (acido cloridrico) a ph 1.5/3  che risale l’esofago procurando sintomi molto fastidiosi che vanno dalla pesantezza ed il bruciore epigastrico alle eruttazioni,tensione e dolore retro sternale che spesso si irradia davanti simulando un attacco cardiaco   , facile dunque intuire che questo tipo di disfunzione potrebbe condizionare il normale svolgimento delle attività quotidiane.
Dobbiamo chiarire che l’esofago è un organo ha ph 6.5/7 che si ritrova all’improvviso in presenza di questa condizione a dover reggere un acido caustico pur non essendo dotato di muco e ioni di carbonato presenti invece all’interno dello stomaco al fine di evitare gravi erosioni e la digestione delle stesse pareti.
L’esofago cerca di adattarsi alla condizione di alterata secrezione facendo scendere il suo ph a 4 nel disperato tentativo di proteggersi sia dall’acido che dalle esalazioni dello stesso, questo processo fa si che un enzima di nome Pepsina raggiunga e si attivi in quest’organo dando origine alla complessa sintomatologia, questa reazione non potrebbe verificarsi in assenza di questa malattia poiché il normale ph 7 non permetterebbe l’attivazione di questo enzima.
I farmaci maggiormente destinati al trattamento del GERD sono gli IPP (Inibitori di Pompa Protonica) , questi farmaci di nuova generazione inibiscono fortemente ed in maniera irreversibile la secrezione di acido cloridrico, ma causano non pochi problemi, secondari alla loro assunzione continuativa.Il meccanismo d’azione è molto semplice, la forma attiva “Sulfenamide” penetra le cellule parietali dello stomaco avviando un processo di inibizione nei confronti della pompa protonica (proteina di membrana), il problema è che per compensazione bloccata una pompa dopo circa 20/25 giorni lo stomaco ne crea una exnovo al fine di rimpiazzare quella messa fuori uso dal farmaco, il ricambio avviene dunque con il preciso scopo da parte del nostro corpo di ristabilire la naturale secrezione di hcl (acido),  in sintesi ci troveremmo ad affrontare una battaglia contro i mulini a vento.
Molti effetti deleteri sono purtroppo associati all’utilizzo degli IPP proprio in relazione alla cessazione della produzione dell’acido cloridrico che per chi non lo sapesse è vitale per noi uomini e non solo.
L’hcl assolve molti compiti fondamentali, il primo è la riduzione del cibo in bolo (impasto triturato ed imbevuto), il secondo è la disinfezione di tale prodotto, ed in fine ma non per ultimo l’acido è indispensabile all’assorbimento del calcio e di varie vitamine idrosolubili.
La disinfezione del cibo emulsionato all’interno dello stomaco è di primaria importanza per garantire un perfetto equilibrio anche a livello intestinale, Infatti la funzionalità dello stomaco riflette quella dell’intestino,se tale processo si bloccasse l’intestino si ritroverebbe ad assolvere l’ingrato compito di gestire un surplus di agenti patogeni (microbi) che infesterebbero e metterebbero in crisi il suo delicato sistema.
Riguardo l’assorbimento di macro e micronutrienti agli utilizzatori di questi preparati basterebbe visionare il bugiardino (foglio illustrativo) di questi farmaci per leggere che l’uso prolungato potrebbe causare fratture spontanee di anca e femore.
Ad un occhio attento verrà da chiedersi in realtà come possa un aumento della secrezione di hcl inibire la digestione poiché per logica una sua produzione extra dovrebbe causare l’effetto opposto e cioè potenziare la scissione in unità semplici delle complesse catene dei nutrienti permettendone una maggiore e più semplice digestione
In effetti questa è una più che legittima considerazione.
Cerchiamo insieme di rispondere a questo annoso quesito e di arrivare ad un’ipotesi che per quanto assurda farà di certo riflettere molti lettori.
Il nostro esofago possiede un valvola di nome Cardias, questo orifizio è largo circa 3 cm e si contrae e dilata a seconda di molti stimoli di origine meccanica e sensoriale, per esempio il passaggio del cibo dall’esofago allo stomaco, infatti durante i pasti si apre in modo da far scorrere il cibo verso il basso mentre a riposo si chiude in modo da bloccarne la risalita; questo meccanismo è molto delicato e vari fattori possono influenzarlo e comprometterlo.
Le cause del GERD possono essere varie e non sempre la medicina riesce a darne una  determinazione; è il caso dell’ernia iatale
La cause attenuanti indicate al fine di giustificare tutte le patologie alle quali non si riesce a darne una definizione sono solitamente sempre le stesse e cioè: età avanzata del paziente, in assenza di questa problema psicologico, obesità o alimentazione errata
Ma siamo davvero certi che le cose stiano davvero così e che la causa sia da imputare a questi fattori?
Il cardias come già scritto è condizionabile da molti fattori, l’ipotesi più accreditata e logica alla quale molti lettori saranno arrivati è che la causa più scontata di questa disfunzione sia da attribuire ad una diminuzione o cessazione della secrezione di acido cloridrico (ipocloridria, acloridria) e non ad un suo incremento; infatti se questa condizione si verificasse a causa di stress prolungato o in presenza di altre circostanze il Cardias (valvola) non avvertendo la presenza all’interno dello stomaco di una quantità considerevole di acido non assolverebbe al suo compito chiudendosi completamente al fine di evitare la pericolosa risalita del composto, e dunque anche una piccola quantità di acido oltre a non essere necessaria alla completa digestione degli alimenti avrebbe il via libera per arrivare agli organi superiori causando di conseguenza questa patologia.

Alberto Fiorini