Reintroduzione del farmaco (Catapresan compresse) sul mercato italiano          PER ADERIRE ALLA PETIZIONE SCORRI IN BASSO E COMPILA IL FORM

 

Onorevole Ministro della salute dr.ssa Giulia Grillo.

Con la presente petizione vorremmo portare alla Sua cortese attenzione il ritiro in data 10 giugno 2019 dal territorio nazionale ad opera della società Boehringer Ingelheim Italia S.p.A. del presidio farmaceutico “ Catapresan da 150 microgrammi compresse (AIC 021502012) e Catapresan da 300 microgrammi compresse (AIC 021502024) contenenti il principio attivo “Clonidina Cloridrato derivato dell’Imidazolina”.
L’irreperibilità in maniera quantomeno illogica e senza il minimo preavviso da parte dell’agenzia del farmaco (AIFA) se non un tardivo invio di una circolare presso alcune farmacie dislocate nelle principali città della penisola sta generando non pochi problemi tra gli utilizzatori di questo medicinale.
Ci preme ricordarLe che la Clonidina non fa parte dei “sartani” farmaci ipotensivi che agiscono direttamente sull’azione di un enzima proteolitico quale la Renina e ritenuti dall’organizzazione mondiale della sanità (OMS) causa di nocumento sia a breve che a lungo termine per pazienti a rischio.
Precisiamo inoltre che ad oggi il medicinale in questione non compare nella nomenclatura presente all’interno del sito dell’AIFA in relazione ai lotti ritirati a luglio del 2018, e che non esistono attualmente strutture fornite di farmaci equivalenti.
Il Catapresan è commercializzato fin dal 1960 all’inizio con proprietà antimucolitiche e solo successivamente dopo qualche anno come antipertensivo ad azione centrale della classe dei “simpaticolitici”, il suo principio attivo esplica la sua funzione agendo da agonista dei recettori alfa2 adrenergici presenti nel cervello a livello presinaptico, ed in questo modo a differenza di tutti gli altri medicamenti affini è in grado di inibire il flusso simpatico e di conseguenza il rilascio di noradrenalina.
La peculiarità di questa molecola risiede proprio nella sua attività farmacodinamica che agisce non alterando la normale risposta emodinamica da sforzo e riducendo le resistenze periferiche vascolari favorendo la circolazione sanguigna, inoltre proprio in virtù dei suoi trascurabili effetti indesiderati rispetto altri 2 farmaci simpaticolitici “Alfa Metil Dopa e Guanfacina” il Catapresan è risultato idoneo nel trattamento pediatrico ed adolescenziale sia in associazione a farmaci stimolanti sia in monoterapia  per la sindrome dell’ADHD ed ADD, ambito nel quale oggi se ne fa largo uso.
Questo composto oggi risulta di particolare interesse per gli addetti ai lavori oltre che per i ricercatori per via della moltitudine dei suoi “impieghi” che non si limitano solo alla classica azione antipertensiva; infatti esistono ormai centinaia di test che ne comprovano l’efficacia anche nei confronti di altre turbe di tipo psicofisico, rendendolo largamente impiegato in tutto il mondo in uso off-label o utilizzato in terapie ex juvantibus per la risoluzione di varie patologie: sindrome di Tourette , stress postraumatico (soprattutto dei reduci di guerra), sindrome da deficit dell’attenzione ed iperattività , manie nella sindrome schizofrenica , disintossicazione da fumo, alcool e narcotici, apnea notturna, ansia , terapia del dolore causata dal cancro, insonnia, vampate di calore durante la menopausa, diaforesi, usato anche in aggiunta ad anestetici locali durante interventi operatori.
Molti di questi effetti che in Italia risultano ancora off-label, in molti Paesi compresi gli Stati Uniti sono già stati ampiamente studiati per decenni consentendone da parte della Food & Drug Administration (FDA) la successiva approvazione.
Fondamentale resta il monitoraggio e la valutazione dei pazienti (soprattutto bambini ed anziani) utilizzatori da decenni di tale molecola, che per nessun motivo può essere sospesa rapidamente pena un effetto rebound, ipertensione di rimbalzo ed incremento di alcune catecolamine che nei soggetti più cagionevoli come per l’uso prolungato di tutti gli altri ipotensivi potrebbe rivelarsi in rari casi anche letale.

Esistono altri due “preparati” Catapresan cerotto e Catapresan fiale in soluzione iniettabile, ambedue non di semplice impiego.

I cerotti sono stati più volte causa di idiosincrasia (allergia) e quindi messi al bando dalla maggior parte dei medici specialisti, mentre le fiale contengono un dosaggio standard di 150 mcg e quindi si pone il limite della fruibilità dei molti pazienti che giornalmente dovrebbero assumerne dai 300 ai 900 mcg; da notare inoltre in tutti e due i casi l’impossibilità di una riduzione graduale delle dosi prescritte per un corretto regime di washout farmacologico che in sua assenza causerebbe di certo una sindrome da sospensione.

Ad oggi non sono ben chiare le reali motivazioni che hanno condotto al ritiro del Catapresan compresse dal mercato italiano e non risultano ufficialmente (come riportato anche all’interno del bugiardino del farmaco) effetti teratogeni; Le ricordiamo che se il Ministero od organi ad esso collegati dovessero essere al corrente o in possesso di dati d’interesse pubblico avrebbero il dovere legale e morale di informare i cittadini che in questo modo secondo i termini di legge eserciterebbero il loro diritto costituzionale nel costituirsi parte lesa attraverso azioni di class action nei confronti sia della casa farmaceutica distributrice del preparato mens rea in relazione alla mancata comunicazione agli enti preposti riguardo la verifica e valutazione di possibili nefasti risultati dei test di controllo, sia nei confronti dell’AIFA per pregressa omessa vigilanza a tutela dei consumatori.
Nell’assoluta convinzione che la società Boehringer Ingelheim S.p.A. abbia messo in atto puramente una semplice manovra di pianificazione commerciale non rendendosi conto sul momento del nocumento arrecato aila propria clientela, auspicandoci quindi che l’azienda riveda la propria posizione e che il Ministero della salute ell’AIFA agiscano nell’interesse della salute dei cittadini, La invitiamo cortesemente a prendere visione di questa missiva e ad agire con premura nei limiti e ragione di quelle che sono le leggi vigenti in materia di salute in merito a questa annosa situazione convinti della Sua estraneità riguardo i fatti da noi contestati.

Cordialmente

Alberto Fiorini

info@albertofiorini.com 

Di seguito alcuni link di abstract e reports già tradotti in lingua italiana tratti da autorevoli studi internazionali sull’azione e le potenzialità del farmaco Catapresan e la sua molecola ancora oggi oggetto di molti interessanti studi.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2469097
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3926778/
https://www.medicinesforchildren.org.uk/clonidine-tourettes-syndrome-adhd-and-sleep-onset-disorder
https://mentalhealthdaily.com/2014/03/16/clonidine-for-anxiety-disorders-a-safe-alternative-treatment-option/
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3505879/
https://en.wikipedia.org/wiki/Clonidine (visionare dal menù “Altro”)

COMPILA IL FORM IN BASSO ED ENTRA NELLA TUA E-MAIL PER ATTIVARE LA CONVALIDA, GRAZIE

Reintroduzione del farmaco (Catapresan compresse) sul mercato italiano.

Onorevole Ministro della salute dr.ssa Giulia Grillo

Con la presente petizione vorremmo portare alla Sua cortese attenzione il ritiro dal territorio nazionale da parte della società Boehringer Ingelheim Italia S.p.A. del presidio farmaceutico “Catapresan compresse 150 e 300 mcg” (Clonidina Cloridrato derivato dell’Imidazolina).
L’irreperibilità in maniera quantomeno illogica e senza il minimo preavviso da parte dell’agenzia del farmaco (AIFA) se non un tardivo invio di una circolare presso alcune farmacie dislocate nelle principali città della penisola sta generando non pochi problemi tra gli utilizzatori di questo medicinale.
Ci preme ricordarLe che la Clonidina non fa parte dei “sartani” farmaci ipotensivi che agiscono direttamente sull’azione di un enzima proteolitico quale la Renina e ritenuti dall’organizzazione mondiale della sanità (OMS) causa di nocumento sia a breve che a lungo termine per pazienti a rischio.
Precisiamo inoltre che ad oggi il medicinale in questione non compare nella nomenclatura presente all’interno del sito dell’AIFA in relazione ai lotti ritirati a luglio del 2018, e che non esistono attualmente strutture fornite di farmaci equivalenti.
Il Catapresan è commercializzato fin dal 1960 all'inizio con proprietà antimucolitiche e solo successivamente dopo qualche anno come antipertensivo ad azione centrale della classe dei “simpaticolitici”, il suo principio attivo esplica la sua funzione agendo da agonista dei recettori alfa2 adrenergici presenti nel cervello a livello presinaptico, ed in questo modo a differenza di tutti gli altri medicamenti affini è in grado di inibire il flusso simpatico e di conseguenza il rilascio di noradrenalina.
La peculiarità di questa molecola risiede proprio nella sua attività farmacodinamica che agisce non alterando la normale risposta emodinamica da sforzo e riducendo le resistenze periferiche vascolari favorendo la circolazione sanguigna, inoltre proprio in virtù dei suoi trascurabili effetti indesiderati rispetto altri 2 farmaci simpaticolitici “Alfa Metil Dopa e Guanfacina” il Catapresan è risultato idoneo nel trattamento pediatrico ed adolescenziale anche in monoterapia per la sindrome dell’ADHD ed ADD .
Questo composto oggi risulta di particolare interesse per gli addetti ai lavori oltre che per i ricercatori per via della moltitudine dei suoi “impieghi” che non si limitano solo alla classica azione antipertensiva; infatti esistono ormai centinaia di test che ne comprovano l’efficacia anche nei confronti di altre turbe di tipo psicofisico, rendendolo largamente impiegato in tutto il mondo in uso off-label o utilizzato in terapie ex juvantibus per la risoluzione di varie patologie: sindrome di Tourette , stress postraumatico (soprattutto dei reduci di guerra), sindrome da deficit dell’attenzione ed iperattività , manie nella sindrome schizofrenica , disintossicazione da fumo, alcool e narcotici, apnea notturna, ansia , terapia del dolore causata dal cancro, insonnia, vampate di calore durante la menopausa, diaforesi, usato anche in aggiunta ad anestetici locali durante interventi operatori.
Molti di questi effetti che in Italia risultano ancora off-label, in molti Paesi compresi gli Stati Uniti sono già stati ampiamente studiati per decenni consentendone da parte della Food & Drug Administration (FDA) la successiva approvazione.  
Fondamentale resta il monitoraggio e la valutazione dei pazienti (soprattutto bambini ed anziani) utilizzatori da decenni di tale molecola, che per nessun motivo può essere sospesa rapidamente pena un effetto rebound, ipertensione di rimbalzo ed incremento di alcune catecolamine che nei soggetti più cagionevoli come per l’uso prolungato di tutti gli altri ipotensivi potrebbe rivelarsi in rari casi anche letale.
Esistono altri due “preparati” Catapresan cerotto e Catapresan fiale in soluzione iniettabile, ambedue non di semplice impiego.
I cerotti sono stati più volte causa di idiosincrasia (allergia) e quindi messi al bando dalla maggior parte dei medici specialisti, mentre le fiale contengono un dosaggio standard di 150 mcg e quindi si pone il limite della fruibilità dei molti pazienti che giornalmente dovrebbero assumerne dai 300 ai 900 mcg; da notare inoltre in tutti e due i casi l’impossibilità di una riduzione graduale delle dosi prescritte per un corretto regime di washout farmacologico che in sua assenza causerebbe di certo una sindrome da sospensione.
Ad oggi non sono ben chiare le reali motivazioni che hanno condotto al ritiro del Catapresan compresse dal mercato italiano e non risultano ufficialmente (come riportato anche all’interno del bugiardino del farmaco) effetti teratogeni; Le ricordiamo che se il Ministero od organi ad esso collegati dunque dovessero essere al corrente o in possesso di dati d’interesse pubblico avrebbero il dovere legale e morale di informare i cittadini che in questo modo secondo i termini di legge eserciterebbero il loro diritto costituzionale nel costituirsi parte lesa attraverso azioni di class action nei confronti sia della casa farmaceutica distributrice del preparato mens rea in relazione alla mancata comunicazione agli enti preposti riguardo la verifica e valutazione di possibili nefasti risultati dei test di controllo, sia nei confronti dell’AIFA per pregressa omessa vigilanza a tutela dei consumatori.
Nella assoluta certezza che la società Boehringer Ingelheim abbia messo in atto puramente una semplice manovra di pianificazione commerciale e che il Suo ministero agisca nell’interesse della salute dei cittadini, La invitiamo cortesemente a prendere visione di questa lettera e ad agire con premura nei limiti e ragione di quelle che sono le leggi vigenti in materia di salute in merito a questa annosa situazione convinti della Sua estraneità riguardo i fatti da noi contestati.
Cordialmente

Di seguito alcuni link di abstract e reports già tradotti in lingua italiana tratti da autorevoli studi internazionali sull’azione e le potenzialità del farmaco Catapresan e la sua molecola ancora oggi oggetto di molti interessanti studi.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2469097
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3926778/
https://www.medicinesforchildren.org.uk/clonidine-tourettes-syndrome-adhd-and-sleep-onset-disorder
https://mentalhealthdaily.com/2014/03/16/clonidine-for-anxiety-disorders-a-safe-alternative-treatment-option/
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3505879/
https://en.wikipedia.org/wiki/Clonidine (visionare dal menù “Altro”)

**la tua firma**

37 signatures

Condividi con i tuoi amici: